CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: UN SITO “GRUVIERA” COSTATO 7.5 MILIONI DI EURO

Hackerati intranet ed email dei consiglieri regionali, nel silenzio più totale e imbarazzato dei media veneti

crvINTRANET

Aggiornamento delle 14.30: ci siamo resi conto che i giornali veneti non avevano oscurato la notizia. Semplicemente se ne sono resi conto solo dopo il nostro comunicato stampa, dopo oltre 14 ore di messa off line del sito del consiglio regionale…

Ieri è stato violato il sito internet del consiglio regionale del Veneto www.consiglioveneto.it (mentre scriviamo è ancora off line), con accesso all’intera intranet e alle caselle postali dei consiglieri.

Le informazioni e i file possono essere scaricati dal sito ufficiale di Anonymous, l’organizzazione di hacktivisti che ha deciso di colpire l’assemblea regionale del Veneto a seguito tra l’altro della clamorosa vicenda del Mose definendola nientemeno che “un ammasso di voraci zecche dedite alla rapina dei più deboli”. Si tratta di 1548 File pari a circa 1 GB ora disponibili al pubblico.

Staremo a vedere nelle prossime ore e nei prossimi giorni se qualche notizia clamorosa e top secret emergerà dai “leaks” ora consultabili da chiunque. Ciò che in queste ore preoccupa non poco è anche il silenzio assoluto degli organi di informazione, in particolare quelli veneti, rispetto a una notizia che con tutta evidenza è molto grave. Mettere a repentaglio la sicurezza informatica dell’intero consiglio regionale non ci pare una notizia di secondo piano, con tutto il rispetto per le cronache estive spesso infarcite di notizie fondamentali.

Al di là del merito vogliamo inoltre ricordare un fatto che all’epoca fu rilevato solo da noi, in uno splendido isolamento di cui oggi ci pregiamo.

Il rifacimento del sito internet del consiglio regionale è costato 7,5 milioni di euro. Scoprire oggi che questo mare di soldi non è servito a proteggere un ambito che dovrebbe essere istituzionale e riservato ci fa arrabbiare ancora di più.
E non è finita qui: il dramma è che adesso spenderanno altrettanto perché diranno che questo sito non è più sicuro! Quindi, troveranno altre scuse per spendere i nostri soldi. Poi però per l’organizzazione del referendum di indipendenza del Veneto i soldi non si trovano, perché dare la voce ai cittadini per lorsignori non è una priorità!!

Questo è lo specchio dell’inadeguatezza politica di una classe politica regionale allevata secondo i dettami dello spreco e del privilegio fatti propri nei pollai della partitocrazia italiana.

Ciò dimostra ancor più quanto sia opportuno seguire una strategia indipendentista globale che ci permetta di trovare una backdoor rispetto all’inquietante inadeguatezza come minimo digitale che alberga nella massima istituzione italiana oggi presente in Veneto.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

3 comments on «CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: UN SITO “GRUVIERA” COSTATO 7.5 MILIONI DI EURO»

  1. caterina ha detto:

    oggi di fronte a quanto è successo in Regione siamo solo spettatori attoniti… un domani, che speriamo vicino, saremo attori vigili, anche perchè la democrazia diretta che intendiamo esercitare ci metterà al riparo di spiacevoli sorprese, e laddove è necessaria la riservatezza lo decideremo noi e sapremo adottare le misure che la competenza specifica suggerisce… la “competenza”! è questa che manca all’attuale apparato politico e burocratico, costosissimo ed elefantiaco, tutto da smantellare!

  2. Maurizio Bedin ha detto:

    7.5 mln per un programma “emmental” e no ghe xe schei par el referendum ke i ga calcolà costare 14mln? Giane, fagheo ti e col sconto…A proposito, lart. 27 dello statuto regionale dixe che l’amministrazione DEVE accantonare annualmente somme da destinare a referendum indetti dalla popolazione e che possono essere consultivi ed abrogativi. Come mai no i xe stai reclamai???? Giane, go collaborà con PB par queo digitale e “urto” anca par questo. Bisogna sparare queo ke se ga. Go on fià de pì paura par le regionali:massa prime donne! E con chi còree: da sole o con la LN? Bah, massa caxin! Serenissimi saluti a tutti. WSM.

  3. MIKIVR ha detto:

    A questo punto c’è un disperato bisogno della certificazione dei voti di marzo, è l’unica porta che si può aprire verso la libertà. Mi sembra che tutte le varie strade (referendum, Salvini, collaborazioni indipendentiste per regionali, ecc.) servano solo per disorientarci e poi fregarci. Sembra che delle abili mani configurino la mente delle persone per far decadere tutto, mi auguro che queste mani non siano arrivate anche alla certificazione del ns plebiscito causando il ritardo.

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