GRANDE VITTORIA DI ZAIA SU AUTONOMIA, MA RIBADIAMO CHE L’INDIPENDENZA DEL VENETO È L’UNICA SOLUZIONE PERCORRIBILE

Affluenza al 60% circa. Regione Veneto sotto attacco hacker

I veneti hanno votato, in grande maggioranza, a favore dell’autonomia del Veneto, con un’affluenza al voto attorno al 60%, molto alta, seppure in numero inferiore rispetto al referendum per l’indipendenza del Veneto del 2014, quando l’affluenza fu del 63,2%. Probabilmente se non vi fosse stata una presa di distanza proprio sull’indipendenza negli ultimi giorni di campagna, l’affluenza sarebbe stata decisamente maggiore. In ogni caso, il governatore Luca Zaia incassa una grande vittoria, assieme a chi ha recitato un ruolo di prima fila tra i promotori e i sostenitori del referendum, come ad esempio l’on. Simonetta Rubinato del pd (che forse potrà aiutarla a svecchiare e sburocratizzare prima di tutto proprio il suo partito).

Al momento non è noto il dato di affluenza definitivo in quanto i siti della regione e della giunta sono sotto attacco hacker da diverse ore (a questo proposito spiace che non siano state previste contromisure informatiche adeguate in un momento di chiara attenzione ed esposizione mediatica).

Anche noi di Veneto Sì e Plebiscito.eu riconosciamo la vittoria referendaria, in primis dei veneti che si sono espressi e in secundis proprio di Luca Zaia. Siamo altresì convinti che i veneti in maggioranza vogliano l’indipendenza ancor più dell’autonomia, anzi, siamo consapevoli che la vittoria di oggi nasce proprio dal successo del referendum digitale di indipendenza del Veneto, che seppe travolgere al tempo anche gli immobilismi e i tatticismi regionali che fino ad allora avevano bloccato le iniziative di legge regionale nate per iniziativa e con petizioni degli indipendentisti.

Ora seguiranno le richieste al governo da parte della giunta regionale, che a dire il vero ha già anticipato con la delibera di giunta n. 315/2016 contenente “l’illustrazione specifica e puntuale delle richieste che la Regione intenderebbe avanzare allo Stato”.

Secondo quanto anticipato dalla giunta e confermato più volte da Zaia durante la campagna elettorale, la regione Veneto chiederà tutte le competenze previste dall’art. 117 della costituzione per esercitarne le funzioni che dovranno essere esercitate dagli organi regionali, dotati di nuova e più ampia autonomia.

Inoltre la giunta nello stesso dispositivo ha previsto le “Disposizioni finanziare”, stabilendo che la Regione Veneto abbia diritto di trattenere i nove decimi del gettito dell’Irpef riscosso sul proprio territorio, i nove decimi del gettito dell’Ires ed i nove decimi del gettito dell’imposta sul valore aggiunto.

Tradotto, significa che la Regione Veneto chiederà di trattenere 66,46 miliardi di euro sull’intero gettito fiscale del Veneto di 73,85 miliardi, rispetto agli attuali 14,78 miliardi gestiti oggi dalle istituzioni venete, pari al 20% delle totali tasse pagate dai veneti.

Qui si nasconde un piccolo particolare, ovvero che in realtà sarà difficile che tecnicamente questa cifra possa essere realmente richiesta, dato che Zaia ha anticipato di voler procedere secondo quanto previsto dalla costituzione, che riserva una serie di competenze in modo esclusivo allo stato.

Vedremo presto cosa emergerà come piattaforma negoziale e quali sono i tempi previsti, dato che Zaia ha promesso un disegno di legge in tempi rapidi, dopo una consultazione con parti sociali.

Anticipiamo già che non crediamo neanche per un secondo che da tali trattative nasca qualcosa di concreto, in quanto non pensiamo che la maggioranza dei parlamentari italiani (dove il 92% non sono veneti e il 75% non sono né veneti né lombardi) rinuncerà ai privilegi finanziari di cui elettoralmente godono a danno dei veneti. Siamo convinti che lo stato italiano sia in realtà irriformabile, per ragioni politiche (la mancanza di una maggioranza parlamentare) ed economiche (la fragilità finanziaria italiana, che sarà vieppiù aumentata dal prossimo rallentamento della politica di Quantitative Easing della BCE con conseguente aumento delle spese per interessi sul debito pubblico monstre.

Proprio per tale ragione, pur rispettando il mandato che la giunta e il consiglio regionale hanno ricevuto dai veneti, continueremo da subito e anzi rilanceremo la nostra campagna per l’indipendenza del Veneto, che riteniamo l’unica via percorribile per ottenere la libertà, grazie all’esercizio del diritto di autodeterminazione dei popoli e degli ancora più basilari diritti umani, la libertà di espressione, di riunione e di associazione.

Buon lavoro agli autonomisti e buon lavoro soprattutto agli indipendentisti veneti, dato che riteniamo dipenderà da loro il futuro di benessere del Veneto.

Gianluca Busato
Veneto Sì / Plebiscito.eu

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