IL CONSIGLIO NAZIONALE DI “VENETO SI” CANDIDA GIANLUCA BUSATO PRESIDENTE DEL VENETO

L’organo esecutivo del movimento indipendentista appoggiato da Plebiscito.eu sceglie le liste che concorreranno alle elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta del 15-20 marzo e alle elezioni regionali.

Veneto SI o Veneto NO?Oggi si è riunito a Treviso il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, l’organo esecutivo rappresentato dai coordinatori territoriali e dai responsabili politici e organizzativi del movimento.

Il Consiglio Nazionale ha ratificato le candidature al Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, la cui elezione si terrà dal 15 al 20 marzo 2015. Nell’effettuare la propria scelta, il Consiglio Nazionale ha dato priorità alle autocandidature emerse attraverso il sito web www.venetosi.org, integrandole con altre in base a considerazioni di opportunità politica e per dare agli elettori la possibilità della migliore scelta in base a criteri di competenza e merito.

Entro 48 ore le candidature emerse saranno completate con la raccolta dei documenti necessari ed entro il 28 febbraio saranno quindi consegnati alla Commissione Elettorale nominata dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta per sovraintendere alle operazioni e certificare la regolarità del processo elettorale.

cnIl Consiglio Nazionale di Veneto Sì ha quindi analizzato la situazione politica in merito alle prossime elezioni regionali del Veneto che si terranno nel mese di maggio 2015 e ha deciso di confermare la partecipazione del movimento con una propria lista, sostenendo come proprio candidato presidente del Veneto il dott. Ing. Gianluca Busato, in virtù dell’enorme e qualificata visibilità internazionale di cui ha goduto e gode il presidente di Plebiscito.eu, ideatore e organizzatore del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, accreditandolo come figura che assicura alla nostra Terra la più autorevole rappresentanza in un momento di straordinario cambiamento degli equilibri geopolitici globali. Veneto Sì concorrerà quindi alle elezioni regionali formando una coalizione che come obiettivo ha solo ed unicamente l’indipendenza del Veneto, in alternativa alle coalizioni dei partiti italiani, in crisi irreversibile e responsabili del disastro in cui versa oggi il Veneto. Con la vittoria di Veneto Sì nelle elezioni regionali, il consiglio regionale non si riunirà più come organo italiano, ma sarà convocato in assise plenaria con il neo-eletto Parlamento Veneto per confermare la dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014.

cn-2Il Consiglio Nazionale di Veneto Sì ritiene inoltre incoerente la proposta di alcune organizzazioni pseudo-indipendentiste autoreferenziali che concorrono in coalizione con altri partiti italiani. Tale proposta politica mira ad ingannare gli elettori, mostrando la bandiera dell’indipendentismo, per portare in realtà voti alle coalizioni partitocratiche e inconcludenti di Zaia e Moretti. Il primo, che ha detto di vedere la luce in fondo al tunnel, dimostra di essere l’ennesimo a non riconoscere il treno che lo sta travolgendo, mentre la seconda, scialba controfigura renziana, ha addirittura annunciato che la crisi in Veneto è finita. Ci piacerebbe capire cosa ne pensano le migliaia di famiglie di disoccupati veneti e di imprenditori che si suicidano nei loro capannoni deserti.

RU-CINA nuove vie della seta_bigA tal proposito, il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, alla luce della gravissima crisi socio-economica che attanaglia il Popolo Veneto, ritiene fondamentale che il nuovo Presidente del Veneto abbia la capacità di svolgere un ruolo che non sia semplicemente amministrativo, ma possa garantire alla nostra nazione di diventare pienamente indipendente, grazie a decisioni coraggiose e responsabili che ci consentano di diventare nuovo baricentro e crocevia strategico delle nuove rotte di sviluppo umano e commerciale, che saranno sviluppate nei prossimi anni dallo sviluppo delle “nuove vie della seta” e di altre tratte di collegamento europeo e transcontinentale via terra e via mare. L’unico candidato che gode di competenza professionale, di rilevanza internazionale, di profonda conoscenza del nuovo ruolo che potremo assumere nella nuova evoluzione geopolitica verso la civiltà globale interconnessa, oggi in Veneto è appunto Gianluca Busato.

cn-3Per uscire dal grave degrado in cui versa il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano che lo depreda delle proprie risorse economiche e delle proprie speranze, è necessario inoltre creare un nuovo sistema di capitali più efficiente e slegato dalla dipendenza dal sistema bancario italiano, caratterizzato da nanismo, gravi sofferenze e inadeguatezza a trasferire ad uno dei tessuti produttivi più fitti del pianeta la necessaria vitalità economica e capitalizzazione. Essa potrà invece essere assicurata attraverso il conferimento di capitali di rischio alle aziende e ai progetti di impresa, introducendo e rafforzando forme di venture capital, sul modello anglosassone e soprattutto nordamericano e ora anche asiatico. Per fare ciò Veneto Sì accompagna l’azione di catalizzazione del tessuto economico ed imprenditoriale veneto, affinchè si doti degli strumenti economico-finanziari globali fondamentali per raggiungere tale obiettivo ed uscire dal sottosviluppo banco-centrico.

Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Gianluca Busato ha dichiarato: “l’indipendenza del Veneto è l’unica possibilità che esiste per disinnescare la bomba ad orologeria del debito pubblico e della mancata crescita dell’Italia che fa tic-tac tic-tac e che rischia di far esplodere l’intera Europa, come ha previsto alcuni giorni fa il Washington Post. La via di uscita si chiama responsabilità politica e questa può essere assicurata solo dando la piena indipendenza a chi oggi è sottoposto a una irresponsabile tassazione che va chiamata con il suo vero nome di rapina fiscale, che serve solo a finanziare il sottosviluppo italiano, condannandone le popolazioni alla miseria. La Rivoluzione Digitale di Plebiscito.eu e di Veneto Sì travolgerà la partitocrazia italiana ladra e incapace, restituendo il sorriso ai veneti con la piena indipendenza”.

Ufficio stampa – Veneto Sì

7 comments on «IL CONSIGLIO NAZIONALE DI “VENETO SI” CANDIDA GIANLUCA BUSATO PRESIDENTE DEL VENETO»

  1. Vanessa ha detto:

    Ciao volevo sapere cm ci si registra è la prima volta .

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      Ciao Vanessa, se intendi come registrarsi al voto di Marzo, via su http://www.plebiscito.eu e clicca su “Ottieni codice”

  2. Stefano A. ha detto:

    Molto bene la partecipazione alle regionali 2015.
    Una sola domanda:
    Riuscite a fare una coalizione unica con le altre forza indipendentiste?
    L’obbiettivo è uno INDIPENDENZA.No ai personalismi, ma con i fatti. Sarebbe importante non disperdere i voti. Una coalizione indipendendista unica ha buone possibilità di vincere.
    Fate il possibile per realizzarla!
    WSM

  3. erik ha detto:

    Molto bene, direi ottimo: “formando una coalizione che come obiettivo ha solo ed unicamente l’indipendenza del Veneto”!
    Dovete impegnarvi a creare questa coalizione, giustamente senza lega principale nemico dell’indipendenza della nostra terra, autentico cavallo di troia (oltre che figlio). Ma con le altre sigle indipendentiste sono fiducioso si possa trovare un accordo nel creare la coalizione come unico scopo godere dei vantaggi della stessa alle elezioni regionali. Non dimenticate che vince chi arriva primo senza doppio turno! Per cui ogni voto è importante! Noi vogliamo vincere! WSM

  4. Giuseppe Dal Bianco ha detto:

    E’ ovvio che il Presidente della Repubblica Veneta non può che essere Gianluca BUSATO !!!
    Dove è la sede sociale di Treviso e come si può contattare?

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      In calce ad ogni pagina di questo sito

  5. Stefano ha detto:

    Se la partecipazione e l’adesione è come quella del referendum del 2014, questa dovrebbe essere la svolta verso il progressivo ritorno alla grande tradizione della nazione veneta. Mi chiedo solo come hanno fatto i veneti a farsi infinocchiare dalla lega lombarda di Bossi e Salvini per vent’anni. Ai lumbard non interessa l’indipendenza, stanno bene in Italia, prima di entrare in Italia la loro è stata una storia di schiavitù. Adesso la loro politica, sterile, demagogica e perdente in partenza, ha come capisaldi il no euro e il no immigrazione nel solito contesto italiano contrapposto al renzistico fare tutto bene e veloce con servile ubbidienza ai padroni come da tradizione italica espressa col detto “franza o spagna purchè se magna”.

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