LE NUOVE SFIDE PER L’INDIPENDENZA NEL VENETO DISILLUSO

Dopo il fallimento di IV e InV nelle elezioni regionali, è meglio un partito unico indipendentista o una struttura evoluta internazionale e più intelligente?

Schermata 2015-06-05 alle 17.16.14Ritorniamo a mente fredda sul risultato delle elezioni regionali di domenica scorsa, per capire un po’ meglio cosa è successo e cosa si prospetta per il prossimo futuro.

In pratica si è verificato il fallimento totale dei movimenti indipendentisti che chiedevano il consenso dei veneti per indire un nuovo referendum regionale per l’indipendenza.

Indipendenza Veneta ha ottenuto il 2,5% e Indipendenza noi Veneto il 2,7%, cifre basse e tra l’altro anche un po’ gonfiate dall’astensionismo che ha visto recarsi al voto solo il 57,2% degli aventi diritto. In termini di consiglieri eletti poi i risultati sono stati ancor più deludenti: IV non ha nemmeno superato il quorum e InV elegge solo un consigliere.

In questi primi giorni che seguono i risultati delle elezioni regionali è subito partita una incomprensibile guerra interna ai piccoli movimenti indipendentisti veneti tutta giocata sullo scaricabarile e sulla mancata assunzione di responsabilità politiche, tra l’altro anche con spettacoli deludenti a base di reciproche cadute di stile.

Lo sport tutto italiano dell’addossare agli altri le proprie colpe (liste civetta, indicazioni di voto, mancata unità e mille altre scuse) non cambia però di una virgola la sostanza delle elezioni regionali per chi nel proprio programma aveva la celebrazione di un improbabile nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto.

I voti ottenuti da Indipendenza Veneta e da Veneto noi Indipendenza sono stati pochi anche sommati e non riflettono minimamente il grado di popolarità che ha l’indipendenza del Veneto nella popolazione. I voti dei veneti favorevoli all’indipendenza si sono riversati solo in minima parte nelle due formazioni, mentre una gran parte ha preferito non votare, oppure votare direttamente Zaia o la lega, oppure ha votato Berti, che ha incassato a sua volta molti consensi grazie alla firma del protocollo di intesa con Plebiscito.eu sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che gli ha consentito di superare anche Flavio Tosi, dato per certo sul podio all’inizio della campagna elettorale.

Molti fin da subito si sono concentrati sull’esigenza di dar vita a un partito indipendentista unico che veda convergere le varie anime, unendo chi è in maggioranza con Zaia e chi ne è fuori.

Al fine di sgombrare il campo dagli equivoci e dalle polemiche, vogliamo subito porre in chiaro alcune questioni a tal proposito che spiegano perché non parteciperemo ai dibattiti in corso tra i gruppi indipendentisti veneti impegnati a creare ancora una volta un impossibile partito indipendentista unitario.

Sul fronte di un impossibile partito unico, abbiamo infatti già dato. L’esempio già vissuto a tal proposito è quello di Veneto Stato.

Fui io a creare i presupposti per la nascita di Veneto Stato, dimettendomi immediatamente dopo le elezioni regionali del 2010 da segretario del Partito Nasional Veneto che avevo fondato nel 2008 e che era stato il primo partito dichiaratamente indipendentista a presentarsi alle elezioni provinciali di Padova e Venezia nel 2009. Grazie al mio passo indietro favorii il dialogo tra le varie anime indipendentiste e subito dopo l’estate nacque la nuova formazione. Gli esiti li conosciamo bene: le contraddizioni interne esplosero solo dopo un anno, nonostante alcune iniziative di grande successo, in primis la manifestazione di Arzignano con il monumento all’imprenditore, che lo avevano portato alla ribalta mediatica nelle tv nazionali italiane. Veneto Stato esplose dimostrando l’incompatibilità politica delle sue anime e da esso quindi dopo pochi mesi nacque Indipendenza Veneta che a sua volta dopo un anno esplose per ragioni analoghe.

L’esperienza di Plebiscito.eu, inizialmente Plebiscito 2013, nacque in quel momento (luglio 2013) e la differenza rispetto ad altre esperienze è che ha saputo attraversare le inevitabili fasi di discussione interna senza cambiare la sua dirigenza ed esprimendo una continuità d’azione e programmatica che in quanto a durata da quando è nato l’indipendentismo veneto moderno nel 2006 è secondo solo al Pnv del periodo 2008-2010.

Questa volta non farò l’errore di allora.

Il motivo è presto detto. Affinché si possano creare le condizioni per il cambiamento è necessario dare un tempo ragionevole ad un gruppo dirigente perché possa dare forma ai propri piani.

Oggi mi è più semplice affrontare tale scelta, perché rispetto ad allora il percorso di Plebiscito.eu fin dalla sua nascita ha visto inanellare uno straordinario elenco di successi, il cui culmine è rappresentato dalla celebrazione del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014. Ad esso sono seguiti la certificazione scientifica del Plebiscito pubblicata il 20 dicembre 2014 e la certificazione diplomatica del Comitato degli Osservatori Internazionali del 28 marzo 2015. Solo pochi giorni fa, il 28 maggio 2015 abbiamo inoltre avuto il riconoscimento del candidato governatore della forza politica che rappresenta pur sempre il primo partito del parlamento italiano per consensi ricevuti nelle ultime elezioni politiche.

Questi successi rappresentano un patrimonio di credibilità che nei prossimi mesi saranno corredati da una struttura che per la prima volta avrà una natura giuridica internazionale e transnazionale e un respiro che ci permetterà di dar vita a progettualità economica e civica finora non solo mai realizzata da un movimento politico in Veneto (e non solo), ma nemmeno concepita.

Così come è avvenuto per il Plebiscito Digitale, stiamo realizzando una struttura di un grado evolutivo superiore rispetto ai movimenti politici classici che sconfiggerà il sistema dei partiti italiani.

Le sorprese non sono finite, quindi. Siamo solo all’inizio delle danze.

Gianluca Busato

One comment on “LE NUOVE SFIDE PER L’INDIPENDENZA NEL VENETO DISILLUSO

  1. caterina ha detto:

    ottimo!
    Grazie dell’escursus…un po’ di storia fa sempre bene perché non tutti l’abbiamo vissuta…io per esempio ero altrove… e comunque rende ragione alla continuità e alla perseveranza nel conseguire l’obiettivo, perché importante e’ non perderlo mai di vista e operare cercando di fare le scelte giuste… e l’oculatezza mi sembra sia una costante preziosa di chi ci sta guidando alla meta agognata…perciò possiamo dirci fortunati!
    Forza ragazzi! passo dopo passo, siamo vicini!

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