L’INDIPENDENZA DEL VENETO E I DIVERSI APPROCCI PER OTTENERLA

slide_Vsi Dita-LogoVi sono diversi approcci all’indipendenza del Veneto. Non c’è una sola via. È normale che ciò avvenga. È un fenomeno non diverso da quello di altri Paesi che stanno ottenendo sempre maggiore consenso verso la propria indipendenza, in primis la Scozia, la Catalogna, le Fiandre.

È pertanto illusorio e infantile pensare che esista una sola via percorribile e che tutti vi si adeguino. È chiaro ed evidente che ognuno cerchi in buonafede di portare avanti la propria visione, ritenendola migliore. Poi vi sono le persone in cattiva fede, ma di quelle oggi non voglio scrivere.

Personalmente non giudico male chi pensa che il modo migliore di ottenere l’indipendenza sia attraverso un’alleanza con la lega nord, con forza italia, con l’ncd e con fratelli d’italia. Semplicemente ritengo sia un falso scopo, che nella migliore delle ipotesi secondo tale visione può portare qualche consigliere regionale in più, al prezzo della coerenza politica.

È proprio la coerenza politica il più grande capitale che possa esserci e che non può essere dilapidato. Per tale ragione non ha senso affiancarsi a chi l’indipendenza non la vuole e anzi la combatte, spesso anche per difendere interessi personali garantiti dal sistema statalista italiano.

Un’altra idea che emerge è che è inutile partecipare ad elezioni italiane, perché significa riconoscere uno stato illegittimo. Tale posizione è rispettabilissima da un punto di vista teorico. Ha però l’incontrovertibile difetto di riassumere in sé la morale “tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla moglie”. Tra l’altro tale posizione non tiene conto del fatto che nel mese di febbraio si terranno comunque le elezioni politiche della Repubblica Veneta, per decisione della Delegazione dei Dieci. E che martedì 16 dicembre prossimo avverrà la messa in mora di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate con l’operazione “Matteo Evangelista”.

Ora però ciò non cambia che siamo e resteremo per un certo tempo sudditi dello stato italiano. Per uscirne con un processo democratico e pacifico dobbiamo legittimare la nostra azione sovrana emersa dal referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo con la disarticolazione della regione Veneto, che passa per la vittoria di Veneto Sì alle elezioni regionali. Non dobbiamo temere il contrasto di persone che ora reagiscono in modo rabbioso, perché sono infatuati di Zaia, o perché hanno il terrore di una vittoria della Moretti, o viceversa, oppure perché si fanno travolgere solo dalla rabbia fine a sé stessa.

Se vincesse uno qualsiasi di questi esponenti, per noi veneti l’unica cosa che cambierebbe sarebbero le cordate di potere che gestiscono la sanità veneta, che incide per la gran parte del bilancio regionale. Per noi veneti cosa cambierebbe nell’una o nell’altra ipotesi? Niente!

È chiaro allora che si deve prendere il coraggio a due mani e semplicemente far sapere ai nostri concittadini che alle prossime elezioni regionali potranno scegliere tra lo stato italiano e la Repubblica Veneta. Con pazienza e senza timore, perché la nostra posizione è la più coerente, la più solida ed argomentata, l’unica soluzione concreta per salvarci dal disastro morale e socio-economico di uno stato mostruoso e fallito.

Per farlo, contribuisci ora a dare forza all’azione di Veneto Sì, aderendovi e supportandola.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

3 comments on «L’INDIPENDENZA DEL VENETO E I DIVERSI APPROCCI PER OTTENERLA»

  1. Sergio Borsato ha detto:

    Siamo sulle spalle di un gigante, il Veneto, con tutti i suoi bisogni e neccesità. Il cambiamento dipende solo da noi, dalla consapevolezza di essere popolo. W San Marco

    1. fabio ha detto:

      Magari dipendesse solo da noi!
      1) In Catalogna ed in Scozia grosse le masse si sono mosse, ma niente da fare
      2) In Cecoslovacchia non mi ricordo di aver sentito di manifestazioni di massa (ma posso sbagliarmi) eppure si sono divisi
      3) La DDR che impecorava giorno per giorno i suoi schiavi si è trovata di punto in bianco con le terga per terra ed il suo popolo finalmente libero.
      Conclusioni..(almeno secondo me) le manifestazioni del popolo contano poco niente almeno fino un certo punto e la variazione politica dei confini varia se conviene a qualche “cane” grosso.

      ergo: Se il Veneto diventerà indipendente, lo sarà perché diventerà appetibile e conveniente a “qualcuno” che lo slegherà all’immonda bestia capitolina.

      1. fabio ha detto:

        Dimenticavo c’è un’ altra possibilità: Il collasso irreparabile del dominio centrale e delle sue forze di controllo….ma questo vuol dire la fine politica dell’Europa unita. (mi scuso per gli errori di sintassi del messaggio precedente).

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