NUOVO REFERENDUM REGIONALE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO: APPROVATE LE NORME DI ATTUAZIONE

Manca ancora la definizione del conto corrente nel quale i cittadini potranno versare i 14 milioni di euro previsti dalla Legge Regionale 16/2014 per l’organizzazione del referendum

2375-1_Pagina_1Pubblichiamo il testo della Delibera di Giunta Regionale n. 1331 del 28 luglio 2014 la quale disciplina le modalità di propaganda, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato del referendum consultivo sull’Indipendenza del Veneto di cui all’articolo 2, comma 1 della L.R. n. 16/2014.

Dopo l’approvazione di tale atto, con qualche giorno di ritardo rispetto a quanto previsto dalla L.R. 16/2014, ora manca ancora da parte della Giunta Regionale l’indicazione del conto corrente e più in generale la disciplina degli aspetti economici e finanziari relativi alla raccolta delle risorse finanziarie previste a copertura dei costi del referendum di indipendenza del Veneto e stabilite dall’articolo 4 della Legge n. 16/2014, che ha fissato in 14 milioni di euro la somma da coprire con erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini ed imprese.

2375-1_Pagina_2Attendiamo pertanto l’approvazione di tale atto e a questo punto lo scadere del termine del 24 agosto prossimo per l’impugnazione della legge 16/2014 da parte del governo italiano presso la corte costituzionale.

Ufficio comunicazione – Veneto Sì

TESTO COMPLETO DELLA DGR 1331/2014

OGGETTO: Legge regionale 19 giugno 2014, n. 16 “Indizione del referendum consultivo sull’Indipendenza del Veneto”: disposizioni in merito alla propaganda, alle procedure di voto e alla proclamazione ufficiale del risultato.

NOTA PER LA TRASPARENZA:
Con questo provvedimento la Giunta Regionale disciplina le modalità di propaganda, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato del referendum consultivo sull’Indipendenza del Veneto di cui all’articolo 2, comma 1 della L.R. n. 16/2014.

2375-1_Pagina_3L’assessore Roberto Ciambetti riferisce quanto segue. Premesso che:

1. L’articolo 1 della legge regionale 19 giugno 2014, n. 16 “Indizione del referendum consulti- vo sull’Indipendenza del Veneto” prevede che il Presidente della Giunta regionale del Veneto indica un referendum consultivo per conoscere la volontà degli elettori del Veneto sul seguente quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?”.
La suddetta consultazione referendaria viene approvata se ha partecipato la maggioranza de- gli aventi diritto e viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Il Consiglio regionale, con proprio provvedimento, fissa la data di svolgimento della consul- tazione referendaria.

2. L’articolo 2, comma 1 della legge regionale in parola prevede che la Giunta Regionale disci- plini la propaganda, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato relativa allo svol- gimento del referendum sopra indicato.
L’articolo 2, comma 2 prevede inoltre che le facoltà riconosciute dalle disposizioni vigenti ai partiti o gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale e ai comitati promotori del referendum
siano estese anche agli enti e alle associazioni che, operando in Veneto, per la loro opera politica od associativa dichiarata formalmente in atti pubblici o in programmi elettorali accettati dal Ministero dell’Interno, abbiano interesse, positivo o negativo, verso l’espressione del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione.
A tal fine, si ritiene di far riferimento alla normativa regionale e statale vigente e, in partico- lare, alla legge regionale 12 gennaio 1973, n. 1, “Norme sull’iniziativa popolare per le leggi ed i re- golamenti regionali, sul referendum abrogativo e sui referendum consultivi regionali”, agli art. 24 e ss. individua e disciplina gli istituti nonché le modalità operative per lo svolgimento dei referendum consultivi per la regione del Veneto e alla Legge 4 aprile 1956, n. 12 “Norme per la disciplina e la propaganda elettorale”, Legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costi- tuzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, e Legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante “Dispo- sizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)”.

Premesso quanto sopra, ai sensi della normativa statale e regionale sopra citata, si prevedono le seguenti disposizioni in ordine allo svolgimento della consultazione referendaria in oggetto:

1) Propaganda dello svolgimento del referendum:

fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 2 della Legge n. 16/2014 in ordine all’estensione ad altri enti ed associazioni delle facoltà riconosciute dalle disposizioni vigenti ai partiti o gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale ed ai comitati promotori del referendum, si applicano le disposizioni contenute nella legge 4 aprile 1956, n. 212 “Norme per la disciplina della propaganda elettorale”, legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, e legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio an- nuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)”;

2) Svolgimento delle operazioni relative al referendum:

per quanto riguarda le operazioni di voto, le operazioni di scrutinio, gli onorari ai presidenti e ai compo- nenti degli uffici elettorali di sezione, gli aspetti organizzativi ed amministrativi e il modello di scheda elettorale si applicano in quanto compatibili le disposizioni previste dagli art. 24 e ss. della l.r. 12 gen- naio 1973, n. 1 e s.m.i e dalla legge 25 maggio 1970, n. 352 “Norme sui referendum previsti dalla Costi- tuzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”;

3) Proclamazione ufficiale del risultato del referendum:

a) ai sensi dell’articolo 17 della L.R. n. 1/1973, le competenze che la legge 25 maggio 1970, n. 352 at- tribuisce alla Corte di Cassazione sono svolte dalla Corte di Appello di Venezia, che costituisce l’Uf- ficio Centrale per il referendum, in conformità dall’art. 8, terzo comma, della legge 17 febbraio 1968, n. 108 “Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale”;
b) l’Ufficio Centrale conclude le operazioni procedendo alla proclamazione dei risultati del referen- dum; la proposta sottoposta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (art. 20 l.r. 12 gennaio 1973, n. 1).

Considerato, inoltre, che l’articolo 4 della Legge n. 16/2014 prevede che agli oneri correnti derivanti dall’attuazione della presente Legge quantificati in euro 14.000.000,00 per l’esercizio 2014 si faccia fronte con le entrate provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini ed imprese, si ritiene di de- mandare a successivo provvedimento della Giunta regionale, istruito dalla struttura regionale competente per materia, la disciplina degli aspetti economici e finanziari relativi alla raccolta delle suddette risorse finanziarie.
Per tutto quanto non previsto dalla legge regionale 12 gennaio 1973, n. 1, ed in particolare per la disciplina della propaganda relativa allo svolgimento dei referendum e per le disposizioni penali, si fa riferimento, in quanto applicabili, alle norme contenute nella legge statale 25 maggio 1970, n. 352.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all’approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore il quale dà atto che la struttura proponente ha attestato l’avvenuta regolare istrutto- ria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale;
VISTE le leggi 4 aprile 1956, n. 212; 17 febbraio 1968, n. 108; legge 25 maggio 1970, n. 352; legge 16 aprile 2002, n. 62; legge 27 dicembre 2013, n. 147; VISTO lo Statuto del Veneto;
VISTE le leggi regionali 12 gennaio 1973, n. 1, e 19 giugno 2014, n. 16; VISTO l’art. 2 co. 2 della legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012.

DELIBERA

1. di approvare la disciplina di cui all’articolo 2 comma 1 della L.R. 16/2014 relativa alle modalità di pro- paganda elettorale, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato del referendum consul- tivo sull’Indipendenza del Veneto, così come illustrato in premessa;

2. di demandare a successivo provvedimento della Giunta regionale, istruito dalla struttura regionale com- petente per materia, la disciplina degli aspetti economici e finanziari relativi alla raccolta delle risorse fi- nanziarie, di cui all’articolo 4 della L.R. 16/2014;

3. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;

4. di incaricare la Sezione EE.LL., Persone Giuridiche, Controllo Atti, Servizi Elettorali e Grandi Eventi dell’esecuzione del presente atto;

5. di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

IL SEGRETARIO

Avv. Mario Caramel

IL PRESIDENTE

Dott. Luca Zaia

14 comments on «NUOVO REFERENDUM REGIONALE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO: APPROVATE LE NORME DI ATTUAZIONE»

  1. gianni ha detto:

    Ma ci prendono per il culo o cosa?? Non hanno definito una tega! Due cose dovevano definire: DATA e CONTO. Nessuno dei due. Che i sciopa! E cosa vuol dire “attendiamo l’impugnazione entro il 24 agosto”??? Che falliti…

    1. gianni ha detto:

      E ci hanno messo piu di un mese a scrivere questa boiata? Sono stupidi o analfabeti totali??

      1. no i xe ne stupidi ne analfabeti, xe so£o che no i vol mo£ar l’oso

        1. Albert ha detto:

          Esatto ; e dopo una lunga latitanza , lo scacco procurato da Plebiscito.eu ,e le pression di altre formazione indipendentiste , vanno a ripari elaborando il boccone avvelenato , in primis con il termine “consultivo” poi attuano ritardi ingiustificabili ma certamente mirati e infine la richiesta d’una cifra ( spropositata ) per scoraggiare la contribuzione dei dubbiosi , dei sfuduciati , e dei ignavi e ignari dunque indifferenti

  2. caterina ha detto:

    ora vedremo all’opera per raccogliere i fondi necessari Indipendenza Veneta che da sempre reclamava il referendum “istituzionale”.. è il loro turno ora, vediamoli all’opera per primi …dalle parole ai fatti, signori!
    Noi comunque siamo sempre disponibili a fare gli scrutatori gratis…

    1. Albert ha detto:

      (Sempre) d’accordo con i tuoi interventi Caterina (permeti il tu?) qui e altrove dalli quali apprezzo gli contenuti oltre che la forma oltre a l’invidiabile ottimismo . Tuttavia se il ballo avra luogo dovremo ballare tutti anche se avrebbe dovuto bastare il risultato di Plebiscito.eu al quale ne sono certo TUTTI , anche gli appartenenti ai diversi movimenti an detto Si . Non voglio approfondire il ” avrebbe dovuto ” per non aprire polemiche al momento .Non bastera l’offerta per fare gli scrutatori a gratis , nolendo, piu che volendo dovremo tutti , in particolare noi indipendentisti , incaricarsi del costo ( mirato a dividere in partenza , spropositato e pretestuoso) aldila de l’appartenensa a tal o tal movimento perche il popolo e uno solo. Magari i conti le faremo dopo

    2. Thomas ha detto:

      Giusto Caterina, che TUTTI facciano qualcosa di concreto! 🙂

      Le critiche a questa delibera che qualcuno ha fatto, invece, stavolta non mi trovano d’accordo. Era scontato che rimandassero gli aspetti economici all’ente di competenza e non venisse rimandata la definizione della data legandola agli aspetti economici.
      L’importante è che non tergiversino “sine die” su questi aspetti (come ahimè è probabile) .
      In Regione, poi, c’è anche chi sostiene di aspettare il 24 agosto per “rimanere il più coperti possibili” nella speranza che questo dilettantesco governo non se ne occupi e scadano i termini per il ricorso. Passato il 24 anche se la definizione di una data certa dovesse far clamore in Italia il ricorso sarebbe automaticamente inammissibile.
      Io a queste “finezze” ci credo poco (saranno mica diventati furbi tutto ad un tratto? :D)… ma è giusto riportare le voci di tutti.

      WSM!

      1. Thomas ha detto:

        errata corrige:[…] e venisse rimandata […]
        (c’era un “non” di troppo, scusate!)

      2. caterina ha detto:

        tergiverseranno! ..e poi ancora tergiverseranno!…mirano ad arrivare alla scadenza del mandato perchè un bel gruzzolo al mese gli piove in tasca sicuro… sono persone che pensano ai loro strettissimi interessi prima di tutto… mica vorranno comprometterli loro…semmai lo faccia Roma…è questo che ora sperano!
        Non ripongo nessuna fiducia dati i trascorsi… è dal 2012 che ci prendono in giro!

        1. Thomas ha detto:

          Su questo non ci piove, Caterina! Sono assolutamente d’accordo con te. Io minimizzavo solamente il valore di questo comunicato (che era prevedibile fosse solo pro-forma) riportando nel contempo anche certe “voci” che somigliano molto a scuse già sentite.
          Noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, senza ostacolare la Regione ma nel contempo, senza riporvici alcuna aspettativa.
          Attendiamo la certificazione dei voti e facciamoci sentire a livello internazionale (i referendum di Scozia e Catalogna faranno da cassa di risonanza mondiale). Certo che se anche noi avessimo un leader come Artur Mas…. ma faremo, come sempre, di necessità virtù!
          QUINDI, TI CO NU, NU CO TI!!!

          1. caterina ha detto:

            hai ragione… Zaia non è certo un Artur Mas… non ha saputo sfruttare in maniera intelligente il 70 per centro con cui ha raggiunto la poltrona con lo slogan Prima il Veneto… e noi gli abbiamo anche creduto e un po’ abbiamo sperato… ma quando non c’è la statura di leader non c’è niente da fare!
            Possiamo ritenerci fortunati ora di avere fra noi persone competenti e preparate come Busato, Pizzati, Bernardini e altri che hanno saputo prendere in mano la guida degli indipendentisti convinti e ci hanno portato al fantastico risultato del Referendum digitale, che è stato innovativo e dirompente… ed hanno assunto la responsabilità di condurci fino all’attuazione dell’indipendenza. L’abbiamo proclamata il 21 marzo scorso a Treviso!…
            Sarà proclamata un’altra volta?…e secondo le modalità che altri meno aperti alle innovazioni metodologiche e più assuefatti ai comportamenti burocratici italiani fingendo che siano quelli più amati dal popolo? va bene, rifacciamolo il referendum… ma se ciò non avverrà, e in tempi brevi, noi comunque andremo avanti perchè una volta assaporata la libertà del nostro voto, espresso senza condizionamenti di sorta, e intravista la via d’uscita da una troppo lunga stagione di mortificazione e lutti, non siamo più disposti a rinunciarvi.
            Perciò Viva San Marco! sempre!

  3. MIKIVR ha detto:

    Se uscissero ora i dati certificati del plebiscito di marzo “se ne vedremo delle belle”: il referendum sarebbe inutile, manco schei da spendare e manco secade…

  4. Pingback: Anonimo
  5. Lorenz ha detto:

    Questi come gran parte dei politicanti da quando sono elletti pensano solo a come conservare la poltrona. La richiesta di indipendenza che si è fatta sempre più pressante da parte della gente è per loro come una disgrazia che ha interrotto il quieto vivere e rubare dell’era galan. E’ necessario superare al più presto questa democrazia rappresentativa e sostituirla con una democrazia partecipativa. Gli strumenti ci sono e anche gli esempi di attuazione non mancano( vedi Svizzera). E’ auspicabile che un Veneto indipendente preveda fin da subito questa forma moderna di espressione della volontà popolare in contrasto con l’andazzo italico
    che proprio in questi giorni sta percorrendo una strada opposta…

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