OSTIA ZAIA, IL RAZZISMO NON APPARTIENE ALLA CULTURA VENETA!

Il danno culturale e turistico che deriva al Veneto se il governatore gioca a fare il “piccolo nazista dell’Illinois”

Venezi26Nelle vicende dei migranti consegnati da improbabili agenti di viaggio prefettizi e che rappresentano una terminazione di una nuova e particolare “filiera turistica” ieri analizzata anche con un reportage del Wall Street Journal e che oggi surriscaldano il Veneto, c’è un aspetto che non può più essere taciuto, perché qualche imbecille ha voluto farlo brillare con fuochi notturni. Se non fosse un imbecille, infatti, direbbe a tutti chi è, mostrando la propria faccia e assumendosi la responsabilità del proprio gesto.

È evidente d’altro canto che la situazione gestita in modo opportunistico da chi ha un interesse economico nello sfruttarla, l’aspetto sociale più immediato è una sorta di guerra tra poveri, in cui tutti perdono.

Ieri abbiamo denunciato il malaffare e l’interesse politico che muove la vicenda. Oggi però, passata forse la buriana mediatica, con lo spostamento dei 101 migranti nel giardino di qualcun altro, dobbiamo andare a mettere in evidenza il pezzo grosso. Non può infatti essere giustificato chi, oltre a giocarci, soffia sul fuoco come sta facendo Luca Zaia, giustificando atti che non possono essere giustificati, come il fuoco di Quinto di Treviso, che non getta la migliore luce sul nostro territorio, anzi lo relega nell’ombra della civiltà, che tra l’altro non fa parte della nostra storia millenaria.

Ostia Zaia, il razzismo non appartiene alla nostra cultura!

Proprio la parola veneta “ostia” ne è una dimostrazione. Esso significa infatti benvenuto ed era il saluto che l’ospitante dava all’ospite. Un video presentato dai comuni rivieraschi del Sile all’Expo in questi giorni, con testimonial Red Canzian, ne dà una dimostrazione anche visuale.

Dal mondo però non verranno a visitare il Sile, se il Governatore del Veneto vi si mette a giocare al “piccolo nazista dell’Illinois”.

La cultura veneta è intrisa del concetto di ospitalità. Venezia ne è un esempio, con i suoi Fontego dei Turchi, Fontego dei Tedeschi, con l’isola di San Lazzaro degli Armeni.

L’ospitalità veneta ha poco a che fare invece con gli episodi di Quinto di Treviso. E purtroppo diventa anche un aspetto caratterizzante se il governatore del Veneto li prende ad esempio civico da difendere.

Che ci sia un problema lo sappiamo tutti, inutile nascondere la testa. Ma se un amministratore pubblico  fa il capopopolo praticamente si sconfessa da solo. Zaia non ha nemmeno la giustificazione (che tale non sarebbe) di cercare il “consenso”, in quanto è appena stato eletto.

BN-JK383_backgr_AT8UNITS_20150715190350Riconosca e dia il suo contributo fattivo per gestire il flusso migratorio (naturale o sfruttato) generato da guerre e genocidi in un continente a noi vicino. Altrimenti rinunci all’ambizione di rappresentare i veneti.

Se invece egli si mette al fianco di Forza Nuova e Casa Pound per sfruttare un disagio sociale facendolo sfociare inevitabilmente nel razzismo si rende responsabile di un’infamia senza pari, che si merita di finire nel sottoscala della storia e noi non possiamo tacerla, perché preferiamo che Treviso e il Veneto diano un’immagine diversa nel mondo.

Tutto nasce dal fenomeno politico di importazione di Salvini, che fu catapultato poco più di un anno fa in questa terra per soffocare la marea indipendentista che Plebiscito.eu e il sottoscritto avevano fatto emergere, all’attenzione di tutti.

Per fermare il Veneto che voleva agganciarsi all’Europa e staccarsi dallo stato italiano incivile, la classe politica italiana ci inoculò il re degli idioti, con il benvenuto del vicerè Zaia e da allora fu il diluvio televisivo che ben conosciamo che fece risorgere la lega nord sotto la nuova forma populista, razzista e xenofoba che oggi imperversa e che non sa risolvere alcun problema: al massimo nasconde la polvere sotto il tappeto.

Gianluca Busato
Segretario – VenetoSì

8 comments on «OSTIA ZAIA, IL RAZZISMO NON APPARTIENE ALLA CULTURA VENETA!»

  1. A. Rinaldi ha detto:

    Gianluca hai detto un mucchio di cazzate. Sono sempre stato con te. Lascia perdere!!

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      La porta è aperta…

    2. matteo ha detto:

      Concordo con quanto sopra, di articoli generalisti ce ne sono troppi, e non credevo ne arrivasse un altro da questo sito… Ostia!

    3. leonardo ha detto:

      Concordo, un mucchio di cazzate. I cittadini di Quinto hanno fatto loro la barricata e con ragione.
      Persone di fascia medio-basso che hanno appena fatto il mutuo per prendersi un appartamento in un condominio nuovo e si vedono arrivare un centinaio di migranti che non hanno mai conosciuto ordine e pulizia nella vita nello stesso stabile dove lorop avevano messo i loro risparmi. Con tutti gli spazi vuoti che ci sono in giro. Io avrei fatto una cagata di massa di fronte alla porta del prefetto e sbattuto i migranti in casa del costruttore che si voleva prendere i soldi per affittarli e metterlo in culo a chi gli aveva comprato gli appartamenti.

  2. Beniamino ha detto:

    una cazzata dopo l’ altra!!! non sostengo zaia e i suoi seguaci cacciatori di careghe….ma democraticamente il Veneto non ne viene fuori!! roma ci sta massacrando ed è ora di fare le barricate, altro che razzismo, populismo….l’ obiettivo di roma, dei comunisti, del veticano massone E’ CHIARO COME LA LUCE DEL SOLE….distruggerci prima economicamente e poi fisicamente…se aspettiamo ancora un po (qualche mese) siamo TERMINATI…mi meravigliano le parole del Giane, piene di livore e, proprio lui che diceva che duravamo ancora pochi mesi (Arzignano 2014) ci venga a fare lezione di etica…ho dice balle, o è un triste personaggio che non sa come vendicarsi per non avere sortito il successo che tutti ci auguravamo (Plebiscito in Piazza dei Signori a Vicenza 2014)….invece di blaterare che non fa onore ad una persona intelligente, metta a disposizione le sue conoscenze PER IL VENETO e LIBERARCI….altrimenti il silenzio è doveroso!!

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      Problemi di razzismo? A me sembra che il problema di immigrazione incontrollata non sia dovuto ai poveri cristi che arrivano fuggendo da posti disastrati per cercare fortuna (mi sembra di averla già sentita una storia del genere, un paio di secoli fa), ma di chi dovrebbe gestirla in maniera corretta questa immigrazione…
      Forse il silenzio sarebbe doveroso da parte di chi non sa leggere un po’ di geopolitica che non sia quella del proprio giardino domestico.

  3. ferdinando ha detto:

    Con tutta la buona volontà di noi Veneti accoglienti da sempre con le nostre millenarie tradizioni di civiltà, questo non è il momento per certi sofismi. Rimarremo schiacciati noi per primi e i nostri buoni principi sotto una mente che vuole solo il nostro totale annichilimento, perché questi sono gli uomini che lo stanno perpetrando sia qui che in chissà quale altra parte del mondo. Purtroppo bisogna percorrere altre strade e anche in fretta..

  4. Mark ha detto:

    Più che i quartieri di Venezia a me ora viene in mente Lepanto, non si parla di accoglienza, si parla di invasione premeditata con uno scopo ben preciso, come si fa a non essere d’accordo con chi protesta?
    Ragazzi! possibile che non si capisca che se non restiamo uniti non andremo da nessuna parte?
    Basta con ripicche e astio, tiriamo tutti per casa o non ne verremo nai fuori ora e sempre viva San Marco

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