“PURTROPPO DICONO CHE NON SI PUÒ”. E NOI LO ABBIAMO GIÀ FATTO!

Due pesi e due misure, tra ipocrisia e opportunismo politico, sul finanziamento dei referendum regionali per l’autonomia e l’indipendenza

bozza_01 X_VenetoSI (3)Oggi il governatore del Veneto ha annunciato l’apertura del conto corrente per la raccolta di fondi per l’organizzazione di un nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto. Il conto corrente della Regione Veneto sarà operativo da lunedì prossimo e l’IBAN è IT37C0200802017000103397411.

Al di là di tale notizia di cui diamo informazione per chi volesse contribuire a raccogliere la cifra di 14 milioni stabilita dal consiglio regionale, vogliamo porre l’accento su alcune questioni di fondo nella battaglia del governatore, che confonde costantemente gli obiettivi di autonomia e indipendenza, dimostrando scarsa preparazione o profonda malafede in materia. Egli ha infatti introdotto una nuova definizione di indipendenza “costituzionale”, che è una contraddizione in termini.

Speriamo si corregga in fretta, in quanto propagandare tale concetto significa candidarsi a mestatore di verità. L’indipendenza non si ottiene in virtù di un processo giuridico, bensì in seguito ad un processo civico, sociale, economico e politico. Chi si nasconde dietro o insegue i sofismi giuridici per evitare di andare al nocciolo delle questioni spesso dimostra di non conoscere come avvengono i cambiamenti profondi della storia. E se non bastasse ciò, rimandiamo alla dichiarazione “In Italia, purtroppo, ci dicono che non si può”. La frase è di Salvini, il capo politico di Luca Zaia, sempre a proposito del referendum per l’Indipendenza, intervistato qualche giorno fa dall’Huffington Post.

Ecco, sta tutto in questa frase la differenza tra noi e la dirigenza leghista. Posti davanti alla questione delle questioni loro incurvano le spalle, perfino i più giovani sembrano dei vecchi democristiani del bel tempo andato (e qui l’accenno a Tosi pare quasi come sparare sulla Croce Rossa); si sono specializzati nell’allargare le braccia e sospirare , rassegnati , “purtroppo dicono che non si può”.

Riguardo all’indipendenza il loro motto potrebbe essere “parlarne sempre, pensarci mai”. Anche la questione del finanziamento volontario da parte dei cittadini del referendum per l’indipendenza e nel contempo però obbligato, sempre da parte dei cittadini, per il referendum sull’autonomia, per decisione di lorsignori consiglieri regionali capitanati proprio da Luca Zaia, ci pare emblematico. “Il referendum consultivo per l’autonomia, per la sua particolare natura giuridica, è finanziabile con fondi regionali” twitta oggi il governatore: forse bisognava correggere con ‘Il referendum consultivo per l’autonomia, per la nostra ipocrisia e per opportunismo politico, è finanziabile con fondi regionali, derivati dalle tasse pagate dai cittadini veneti’.

Anche oggi insomma abbiamo avuto la conferma che lorisignori, dopo 25 anni di fallimenti, ogni tanto escono dai loro comodi uffici romani (o veneziani o milanesi) e agitano bandiere con il leone di San Marco, ma una bandiera se ad agitarla non è il vento delle idee e delle convinzioni ma solo la triste bonaccia delle convenienze (personali e di partito) non è altro che un pezzo di stoffa.

Quando NOI alziamo la bandiera con il Leone siamo sorretti dalla convinzione che esistano idee più forti delle ambizioni personali, delle cadreghe di governo e sotto governo.

A chi dice “In Italia purtroppo ci dicono che non si può”, NOI rispondiamo: si può fare. Anzi, noi lo abbiamo già fatto!

E lo abbiamo fatto mentre voi allargavate le braccia, le spalle incurvate sotto il peso della rassegnazione (e dei denari pubblici intascati). Se siamo arrivati a questo punto è grazie a noi e nonostante voi.

Siete ingranaggi in un sistema inceppato.
Noi siamo la soluzione, voi il problema.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

3 comments on «“PURTROPPO DICONO CHE NON SI PUÒ”. E NOI LO ABBIAMO GIÀ FATTO!»

  1. Varago Luciano ha detto:

    Io per molti anni ho chiesto aiuto alla LEGA NORD per risolvere un problema professionale che mi porto avanti dall’anno scolastico 2000/01; praticamente alla sede milanese della Lega Nord (via Bellerio ..) ho inviato tra il 2000 e il 2011 parecchia documentazione per fargli capire a quali abusi di potere sono stato soggetto nella mia funzione di insegnante delle medie superiori, abusi che mi hanno ingiustamente screditato professionalmente e nell’immagine, abusi che sono estremamente vergognosi perchè ledono importanti diritti fondamentali e naturali dell’essere umano, quali per esempio, importantissimo, la libertà d’opinione. Da 14 anni parecchi studenti sono stati privati di uno dei migliori insegnanti di cui la scuola possa disporre, e le motivazioni per cui non mi lasciano insegnare ritengo che non dovrebbero essere valide per INDIPENDENZA VENETA. Infatti, teniamo presente che l’ITALIA è uno degli stati dove la giustizia funziona malissimo! Le persone che hanno contribuito a distruggere la mia carriera di insegnante (teniamo presente che verso il 2001 stavo per entrare di ruolo in FISICA), io li considero delinquenti e basta, e anche pericoli per la coscienza giovanile! Purtroppo siamo in ITALIA, dove ormai è tollerata qualsiasi forma di delinquenza, e l’Italia ormai è una vera e propria dittatura! La Lega Nord mi ha sempre mandato indietro la ricevuta di ritorno, e tutta la montagna informatica che le ho spedito per e-mail dal 2010 al 2011 sicuramente è arrivata nei siti milanesi. Bene; di fronte a tanta buona volontà, mai ho ricevuto risposte! E io comunque non ho più rinnovato alcuna tessera leghista dal 2003 in poi, per ovvi motivi; e dal 2011 in poi non gli ho spedito più niente, perchè prove a favore della mia piena idoneità all’insegnamento, e prove che gli esecutori della mia emarginazione professionale sono solo delinquenti, ne hanno fin che vogliono! La Lega Nord decisamente mi ha stufato, anche se comunaue al momento ripongo discreta fiducia nell’attuale segretario MATTEO SALVINI. INDIPENDENZA VENETA a quanto ho capito, considera i politici romanofili come li considero io, cioè solo delinquenti, da mettere in galera, indegni di qualsiasi confidenza, tant’è vero che indipendenza veneta, diversamente da tutti gli altri partiti, assolutamente non va a Roma per far valere le sue ragioni. Bene; io spero che se il Veneto torna indipendente tornare ad insegnare sia un gioco da ragazzi, e per quanto riguarda il riparo di tutti i danni subiti da questo stato baro e senza etica spero di trovare un giusto grado di comprensione dal nuovo governo del veneto. Non mi faccio eccessive illusioni, perchè i traditori e gli impostori che sanno fare gli attori purtroppo sono diffusi sul pianeta, ma ovviamente, cerco di sostenere l’unico partito che al momento mi sembra il meno pericoloso di tutti per la democrazia. Prima del referendum, farò presente il mio problerma professionale ad esponenti di indipendenza veneta, in modo da capire quanto siamo compatibili ideologicamente; certamente esprimerò un sacco di lamentele sulla scuola italiana, perchè la scuola veneta non deve avere più niente a che fare con la scuola italiana, che attualmente ritengo essere piena di parassiti senza professionalità e senza coscienza, quasi tutti leccaculi di stato che nulla hanno da trasmettere di valido ai giovani. Grazie per la cortese lettura.

  2. giorgio da casteo ha detto:

    No.Non è malafede ! E’ la coerenza della Lega Nord, verso l’incoerenza della Lega stessa, nata per l’indipendenza della Padania (?), mai voluta e quindi ottenuta, di cui il Veneto fa parte essendo stata la regione con la % di adesioni maggiore. Tuttavia la caduta verticale in atto, verificatosi anche alle ultime europee del 2014, dimostra che l’inganno, dai votanti in Veneto, è stato percepito. WSM Rinaximento Veneto

    1. Varago Luciano ha detto:

      Non posso far altro che darti ragione Giorgio da casteo; la Lega Nord ha operato per molti anni creando solo un sacco di illusioni. L’indipendenza del veneto è l’unica vera opportunità per fare in modo che l’Italia si liberi dal parassitismo romano, ormai giunto ai limiti del tollerabile!

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