REGIONE VENETO DA ROTTAMARE. IL CONSENSO ALL’INDIPENDENZA E’ PLEBISCITARIO OGGI, NON SERVE ALTRO TEMPO

A proposito di elezioni regionali e inutili sudditanze ai partitanti italiani

salviniOggi in un’intervista pubblicata sul Corriere del Veneto, alcuni indipendentisti dichiarano che i veneti sono favorevoli all’indipendenza, ma che non sono pronti e che serve del tempo per convincerli dei vantaggi. Per tale ragione questi esponenti, assieme a vari riciclati dell’ultima ora, dichiarano di appoggiare la candidatura di Zaia, alleandosi quindi ai partiti nazionalisti italiani della lega del neo-garibaldino Salvini e del centro-destra italiano, che oggi è sulle cronache dei giornali per l’ennesima retata che vede la connessione tra mafia, criminalità e politica e che coinvolge come imputato l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Nel “ragionamento” alla base di tale scelta, ci pare evidente una contraddizione in termini, perché infatti se i veneti sono già convinti dell’indipendenza (e dal 21 marzo scorso lo sappiamo tutti, dato che l’89,10% degli oltre 2,3 milioni di veneti votanti ha detto sì alla Repubblica Veneta indipendente), di quali ulteriori vantaggi dovremmo ancora convincerli ora? Perché serve altro tempo? Con simili percentuali plebiscitarie il rischio è esattamente il contrario, ovvero che diluiscano in quanto i cittadini vedono i rischi dell’ennesima presa in giro, dell’ennesima boutade elettorale, mentre la desertificazione socio-economica del Veneto va a completarsi in modo drammatico, come oggi riporta anche Bloomberg, in un articolo dedicato all’arte vetraria di Murano in crisi grazie allo stato italiano criminale e predatore.

Questi stessi indipendentisti hanno tra l’altro cambiato idea rispetto a quanto da loro stessi dichiarato solo pochi mesi or sono, quando avevano annunciato che si sarebbero presentati alle elezioni regionali con un solo punto di programma, ovvero la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Pazienza, senonché questi stessi indipendentisti solo pochi mesi prima erano, in un altro virtuosismo e triste esempio del più spericolato tra i minuetti politici, sulle strade del Veneto a guidare la protesta dei cosiddetti forconi, per “difendere la costituzione” e “mandare tutti i politici a casa”, per “salvare l’Italia”. Tra l’altro, en passant, la protesta tricolorita del 9 dicembre quest’anno particolarmente sbiadita, è ora comandata dall’ex guardia del corpo di Zanonato, sic!

Ce n’è abbastanza per far venire il mal di testa. Serve coerenza, serve una visione chiara. L’indipendenza del Veneto non ha bisogno assolutamente di ulteriore tempo per essere ottenuta!

Non si capisce perché in Veneto, dove pure è assodato che vi sia la maggiore percentuale rispetto a qualsiasi altra regione europea, plebiscitaria appunto, di cittadini che si sono espressi a favore dell’indipendenza, non possa presentarsi una forza indipendentista anche di fronte agli elettori a rivendicare un progetto che non teme confronti e concorrenza da parte di nessuno dei partiti falliti e rifiutati dall’elettorato, come testimoniato dalle elezioni regionali disertate nella vicina Emilia-Romagna e confermato dalle fallimentari primarie del PD, dove sembrano essere andate a votare solo le estetiste. Ciò avviene in tutta Europa, in ogni Paese che aspiri alla propria indipendenza ed è giusto e sacrosanto che avvenga anche in Veneto!

E allora, proprio perché la coerenza è la prima condizione fondamentale per poter guadagnare la fiducia degli elettori, Veneto Sì farà quello che ha annunciato fin dal giorno seguente al Plebiscito Digitale: si presenterà alle elezioni regionali per chiedere il mandato agli elettori veneti per smantellare la Regione Veneto e dare vita alla Repubblica Veneta indipendente, completando l’opera per cui la Delegazione dei Dieci ha ottenuto il proprio mandato direttamente dai cittadini.

Rottameremo la Regione Veneto, consegnandola al cimitero della storia, per fare spazio alla Repubblica Veneta.

Il percorso di diritto internazionale è quello già sperimentato dai Popoli che lo hanno già praticato, dall’Estonia alla Lituania, dalla Lettonia alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia, solo per citare i più vicini a noi. Senza dimenticare il precedente giuridico del Kosovo, che è diventato indipendente senza aver celebrato alcun referendum, solo per decisione unilaterale di un parlamento eletto con elezioni autoconvocate.

Noi abbiamo la forza in più del referendum digitale di marzo che ci darà ulteriore forza nell’eventuale ulteriore passaggio plebiscitario che faremo nelle prossime elezioni regionali.

Se saremo ancora più bravi, potrà inoltre anche avvenire che nelle elezioni politiche della Repubblica Veneta in programma a febbraio si presentino più elettori che in quelle regionali di marzo.

In tal caso le istituzioni della Repubblica Veneta avranno ancora minore bisogno di quelle regionali, che saranno totalmente da rottamare.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

9 comments on «REGIONE VENETO DA ROTTAMARE. IL CONSENSO ALL’INDIPENDENZA E’ PLEBISCITARIO OGGI, NON SERVE ALTRO TEMPO»

  1. Giorgio Ronzani ha detto:

    E’ la strada giusta dapercorrere

  2. Beniamino ha detto:

    questo è scemo , tutto fuori con la testa!! l’ itaglia non esiste, non è mai esistita!! Finchè abbiamo la palla al piede del centro sud noi NORD, o meglio Veneto (Repubbicla Serenissima) non ne veniamo fuori. Ci hanno ridotti al disastro, alla fame già alla fine dell’ 800..ora lo stanno rifacendo, i Veneti massacrati dai FUNZIONARI CENTRO MERIDIONALI, scuole , ospedali, enti..TUTTOOOO nele mani di questa gente…VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA roma ci sta distr uggendo per la seconda volta….altro che o tutti o nessuno…Salvini è il degno figlioccio di bossi, NEMICO ACERRIMO dei VENETI….vai a fere in c…o salvini ROMANOFILO!!!

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      Beniamino, ricordati sempre che per Plebiscito.eu e per Veneto Sì vale il motto “Veneto è chi il Veneto fa”; non siamo razzisti né contrari a priori verso le altre popolazioni: la Repubblica Serenissima è sempre stata accogliente verso che era volenteroso ed aperta al mondo esterno… Da questo vogliamo reiniziare…

  3. pier vivi ha detto:

    dire che SALVINI è uguale a GARIBALDI e come dire che Berlusconi è gay

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      Infatti, questo è un errore grossolano: Salvini non ha la coppola in testa

      1. Giuseppe ha detto:

        Non si capisce bene cosa abbia in testa Salvini, tranne che fare campagna per raccogliere voti vista la favorevole aria che tira con i 5stelle allo scatafascio e Forza Italia con un “Leader” da rottamare!

  4. Giuseppe ha detto:

    Caro Busato, ultimamente ammetto di condividere le tue reprimende su come si stanno muovendo alcuni gruppi che intendono perseguire la strada dell’indipendenza appoggiandosi a un ipotetico partito di Zaia con la speranza di avere abbastanza rappresentanti in giunta per condizionare la stessa ad indire il referendum. Ora mi sembra che si stiano rinviando i tempi senza una ragione veramente plausibile dato che abbiamo una bellissima legge ( la 16 ) regionale che ci autorizzerebbe ad indire questo famoso referendum senza ulteriori indugi. L’unico ostacolo è appunto Zaia che, nonostante alcune buone sortite in politichese, non ha ancora deciso di rischiare la poltrona su cui siede e su cui intende sedersi anche dopo le prossime elezioni. Mi sento un po’ di dissentire, ma solo un po’, sul fatto che i cittadini veneti siano effettivamente pronti ad affrontare il referendum con le percentuali di votanti SI’ di cui parli. C’è un certo raffreddamento dovuto alla latitanza di alcuni movimenti che prima del tuo referendum si erano dati molto da fare e la gente ha paura delle parole, vuole fatti, fatti concreti e un programma su cui decidere se la strada è quella giusta e se quelli che la indicano sono quelli giusti. E non dimentichiamoci i 14 milioni richiesti per indire il referendum …

    1. Michele De Vecchi ha detto:

      Giuseppe, coerentemente con quanto detto fin dall’inizio, Plebiscito.eu sta seguendo il suo percorso extra istituzionale seguendo i macro punti definiti fin dalla sera del 21 Marzo. Il fatto che altri movimenti abbiano deciso di non credere più nel progetto è solo un problema degli altri movimenti; bisogna sempre ricordarsi che Plebiscito.eu non ha bisogno di dimostrare che i veneti vogliono l’indipendenza in maggioranza, perché lo ha già fatto, e forte di questo risultato più continuare indisturbato. La corsa alle regionali tramite Veneto Sì è un qualcosa di rafforzante ma non indispensabile, come lo sarebbe l’eventuale celebrazione del referendum “istituzionale”. Quindi, testa bassa e avanti: e se qualcuno rema contro (per ignoranza o per tornaconto personale) non ti curar di lui e tira dritto.

  5. Comitato Ultimiverivenexiani ha detto:

    WSM

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