REGIONE VENETO, SULLA SOVRANITÀ UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO?

Il consiglio regionale del Veneto con la propria risoluzione 19/2016 non si è dichiarato soggetto giuridico internazionale, al di là del suo titolo che trae in inganno

catalunya-venetoLa settimana scorsa il consiglio regionale del Veneto ha approvato con propria risoluzione 19/2016 una dichiarazione di principi in tema di sovranità del Popolo Veneto. Di per sé si tratta di un atto meritorio, anche se nei contenuti si sono inseriti passaggi che con la sovranità non c’entrano nulla, a cominciare dalle sue ultime righe laddove riconosce come “valore fondante della tradizione culturale dei Veneti la tradizione culturale cristiana ed i suoi valori”, parole incoerenti con le premesse stesse del documento dato che il Popolo Veneto storicamente esiste, addirittura con una propria lingua, il venetico (ancor oggi non decifrata per mancanza di opportuna ricerca archeologica e scientifica), da prima di essa e anche da prima del riconoscimento geografico e amministrativo da parte dell’impero romano.

A parte tale aspetto, che in ogni caso rivela un grave problema di “bias” dei suo estensori, l’aspetto che più ci interessa del documento, al di là di una mera enunciazione di principi, è laddove essa recita che il “Consiglio Regionale del Veneto assume su di sé il compito di rappresentare il Popolo veneto e le relative richieste di autogoverno davanti ai propri cittadini ed alla comunità internazionale”. Ciò è coerente con lo statuto regionale che all’art. 2 afferma che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme corrispondenti alle caratteristiche della sua storia”.

Non è quindi una dichiarazione di soggettività giuridica internazionale, in quanto manca l’affermazione diretta in tal senso, ma è in ogni caso un passo in avanti, che sarà ovviamente svuotato di alcun significato, come altre volte avvenuto in passato, se non seguiranno velocemente atti concreti da parte del consiglio regionale presso la comunità internazionale.

Non è una novità assoluta, in quanto già la risoluzione 44/2012 si era espressa in tali termini e forse anche con maggior forza laddove impegnava “il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione”, iniziativa a cui purtroppo poi le istituzioni regionali non hanno dato corso alcuno.

Firma-il-Ricorso-alla-Corte-Internazionale-di-Giustizia-dellOnuApprezziamo in ogni caso l’autolimitazione che il consiglio regionale si è dato, non arrogandosi alcuna esclusività di rappresentanza. In tal senso la volontà popolare espressa con il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 e il mandato ricevuto dalla Delegazione dei Dieci e da tutte le Istituzioni della Repubblica Veneta non vengono messi in discussione da tale documento.

La regione Veneto pertanto concorre assieme ad altre entità politiche venete ad esercitare la volontà del popolo, ma, a differenza di altre entità, essa si sottopone al riconoscimento della supremazia dello stato italiano, di cui è diramazione regionale, fino a prova contraria.

Non rientra pertanto, ad oggi, come soggetto giuridico internazionale che possa adire, ad esempio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu de L’Aja, come fece (pur passivamente) il Kosovo quando tale corte si pronunciò in merito alla sua dichiarazione unilaterale di indipendenza, proclamata da un parlamento auto-eletto dal suo Popolo. La principale ragione per la Corte Internazionale di Giustizia il 22 maggio 2010 si pronunciò a favore dell’indipendenza del Kosovo, constatando che la dichiarazione unilaterale di indipendenza non aveva violato il diritto internazionale fu la seguente (in inglese): “the authors of the declaration of independence of 17 February 2008 did not act as one of the Provisional Institutions of Self-Government within the Constitutional Framework, but rather as persons who acted together in their capacity as representatives of the people of Kosovo outside the framework of interim administration”.

Tradotto, secondo la Corte Mondiale, i dichiaranti “non avevano agito nella loro qualità di istituzioni provvisorie di autogoverno all’interno del quadro costituzionale, ma avrebbero operato come persone che agivano insieme nella loro qualità di rappresentanti del popolo del Kosovo al di fuori del quadro di amministrazione provvisoria2 e pertanto come autorità costituenti un nuovo Stato, per l’appunto al di fuori di tale quadro costituzionale che un tale potere non prevedeva.

Da un punto di vista pratico nulla cambia quindi con tale risoluzione, anche se rimane un documento parzialmente apprezzabile, al di là del suo più che evidente scopo elettoralistico di strumentalizzazione politica fine a sé stessa.

Gianluca Busato
Segretario Veneto Sì

One comment on “REGIONE VENETO, SULLA SOVRANITÀ UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO?

  1. caterina ha detto:

    chiarissimo!
    ai politici nostrani gli brucia il terreno sotto i piedi e prendono la rincorsa se non fosse che sono legati a doppio filo con il regime romano dal quale non si vede come riescano a sganciarsi se non a parole, che sicuramente non costano nulla salvo a vedersi di punto in bianco esautorati o, come si dice, commissariati…
    Staremo a vedere… meno male che il percorso che Plebiscito sta portando avanti ha altri presupposti ben più solidi come il risultato eclatante del referendum popolare della primavera 2014 e un riscontro internazionale già ottenuto, cui si aggiungerà, speriamo presto, il pronunciamento delle Corti di Strasburgo e dell’Aia alle quali ci siamo rivolti, senza contare le iniziative messe in atto perchè i Veneti siano presenti in programmi di sviluppo internazionali.

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