RISORGIMENTO O RINASCIMENTO?

Amiamo così tanto l’Italia, che ne vogliamo tante, a cominciare dalla Repubblica Veneta

Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Approfittiamo del periodo di ferragosto per introdurre un tema poco sviluppato finora e in cui, a nostro avviso, la scelta è netta. La domanda è: dobbiamo morire tutti assieme appassionatamente con in mano la bandiera italiana immolandoci sul sacro altare della Patria italiana (per chi ci crede), sotto i colpi dell’imminente tempesta finanziaria, oppure forse è meglio trovare ispirazione dal più straordinario periodo che la storia della penisola abbia mai visto, per prosperità, cultura e rispetto internazionale di ogni territorio?

In sintesi: è meglio rifarsi al risorgimento, oppure è meglio il rinascimento?

A ben guardare la storia italiana può essere interpretata in più modi infatti. La nostra visione, casomai vi fosse il bisogno di ripeterlo, non è anti-italiana, anzi. Noi amiamo così tanto l’Italia, che desideriamo costruirne se non 20, almeno 5-6 di indipendenti. Oggi ci concentriamo sul Veneto, non dimenticando che la Lombardia vicino a noi è pronta per celebrare il suo Plebiscito Digitale per l’indipendenza, nonostante il suo governatore leghista preferisca l’autonomia. Ampliando il discorso inoltre, risulta evidente che ogni regione italiana godrebbe di enormi benefici dalla propria indipendenza, recitando finalmente un ruolo da protagonista e sganciandosi dalla sudditanza verso un governo centrale che ha dimostrato tutta la propria inefficienza e inutilità. Lasciamo ad altri approfondimenti futuri la dimostrazione di come ogni singolo territorio e Popolo godrebbe della propria indipendenza dallo stato italiano.

Ecco che arriviamo quindi, semplificando ai due modelli contrapposti. Per fare un parallelo storico essi sono due: il primo è il risorgimento che ancora scuote le fantasie della casta italiana che su di esso ha potuto costruire le proprie fortune a discapito della popolazione e il secondo è appunto il rinascimento, epoca in cui non esisteva uno “stato italiano” eppure in cui la cultura, l’economia, la scienza e l’influenza italiana ha toccato le proprie cime inarrivabili per l’italietta unitaria. I musei di tutto il mondo portano con orgoglio i segni della potenza di Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo (solo per citarne alcune) a testimonianza di un’età dell’oro oggi perduta per ciascuna delle antiche capitali oggi private di tanta gloria.

Nell’epoca contemporanea il modello vincente è ben diverso rispetto a quello di uno stato fantoccio che di primato oggi vanta solo l’assenza di una buona reputazione. Le dinamiche competitive e i quadranti geopolitici di influenza sono diversi tra le varie regioni, o meglio, nazioni che oggi sono compresse loro malgrado nello stato italiano. L’appartenenza a un sistema più ampio come l’Unione Europea ha messo in evidenza le contraddizioni del sistema italiano che prima erano latenti e visibili solo a pochi osservatori ben accorti. Esso va sciolto, per essere ricomposto nel quadro europeo e più in particolare, alpino, mitteleuropeo, mediterraneo e così via. Solo lasciando libere le energie vive di territori che vantano un bagaglio culturale senza paragoni potremo dare vita a un nuovo rinascimento culturale dei singoli Popoli che oggi soffrono la tara sistemica dello stato italiano. L’economia è l’ambito principale in cui oggi si rivela il ritardo competitivo del Veneto, della Lombardia, della Sicilia, della Sardegna. Ma esso riguarda ogni settore dell’umana attività.

La nostra risposta infine è fin troppo ovvia. Se c’era bisogno di rimarcarlo, noi preferiamo il modello più virtuoso e più adatto al mondo contemporaneo in cui viviamo e in cui la libertà di commercio, di trasporto, di comunicazione ha fatto evolvere meglio e prima gli stati più piccoli e culturalmente omogenei. Un periodo storico che assomiglia incredibilmente proprio al Rinascimento.

Ecco le ragioni per cui portiamo avanti le ragioni e gli strumenti per una nuova rivoluzione digitale con il sorriso, che permetta un nuovo rinascimento dei Popoli che oggi compongono la penisola, a cominciare, per quanto ci compete, proprio dalla Repubblica Veneta.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

6 comments on «RISORGIMENTO O RINASCIMENTO?»

  1. francesco ha detto:

    purtroppo tanta gente!!! non sa nulla del risorgimento, la storia dell’800… e le imprese di Cavour!!!!! dei savoia….basterebbe un’ora al giorno in tv e vedrete !!!!! come il popolo si sveglia….!!! w san marco w il veneto indipendente in pace ,,,,

    1. caterina ha detto:

      il processo risorgimentale con la sua retorica unitarista nascose i veri obiettivi a tutti i popoli della penisola sottomessi ai Savoia, in realtà per gli interessi dell’Inghilterra che mirava allo zolfo della Sicilia, l’uranio dell’epoca, e contrastava il potere della Francia che apriva il Canale di Suez, mentre l’obiettivo della massoneria era elimunare il papato…il susseguisi degli eventi lo raccontano esaltandolo stupidamente nei libri di scuola, nelle trasmissioni televisive col supporto di storici settari e succubi al potere che ne nacque, dai Savoia al fascismo alla Repubblica tricolorata, e il Veneto aggregato nel ’66 ad un’Italia già unita facendolo confermare, si fa per dire, con un falso plebiscito, si trovò poi limitrofo ad una penisola romanocentrica e divenne teatro di due guerre mondiali…chè altro non seppero fare i i Savoia…
      Il Veneto per primo ora sta riconquistanto la sua indipendenza, piena, e via via tutti i popoli imitandoci riprenderanno in mano il filo della loro storia preunitaria… cioè, appunto, rinasceranno e valorizzeranno finalmente le loro potenzialità come seppero fare nei secoli riempiendo le città e i territori dell’immpenso patrimonio artistico di cui possono vantarsi tutte le città… è appunto il Nuovo RINASCIMETO!
      Per il Veneto e per tutti! Questo è il futuro che vogliamo!
      Noi intanto possiamo già gridare: Viva San Marco! e guardare avanti!

      1. francesco ha detto:

        ciao caterina, se il popolo veneto dedicasse un p’o’ del loro tempo libero per leggere ed informarsi della loro storia!!!! non saremo in queste condizioni!!!! umiliati dal potere centralista romano !!!! e noi controllati dai loro spioni ( prefetti ) come facevano gli imperatori romani!!! per controllare i territori sottomessi dai labari delle loro legioni!!!! armate fini ai denti…. saluti a tutti i veneti nel mondo!!! w san marco w il veneto indipendente e in pace!!!!

      2. Giorgio da Casteo ha detto:

        I Prescidi invernali 2013, detti dei Forconi ,furono una spontanea ribellione gandhiana.Che poi si attivarono per l’affermazione di Plebiscito.eu avendo percepito durante la contestazione la decisa volonta’ dei Veneti di ritornare indipendenti come prima del 1866. Affermatasi ,a furor di popolo, la Republica Veneta i Presidi sono diventati comunita’ cantonali. Che perseguono un nuovo “Rinaximento Veneto” nel solco dei ns. grandi predecessori : Vivaldi,Giorgione,Palladio,Goldoni,Sarpi,Tiepolo,Massari,Gozzi,Da Ponte,Falconeto…Le identita’ dei Cantoni, ora soffocate, saranno la spinta verso un nuovo Rinaximento. W San Marco

  2. Mirko ha detto:

    domanda: ma se il plebiscito del 1866 è una truffa ed illegittimo, e se nel dicembre 2010 il governo italiano ha abrogato il suddetto referendum, teoricamente e praticamente noi non abbiamo mai fatto parte dell’italia! mi chiedo, perchè paghiamo le tasse ad un paese estero ed illegittimo?? e soprattutto cosa aspettiamo a chiedere 148 anni di tasse e il risarcimento dei danni subiti dal governo italiano?

    1. caterina ha detto:

      bella domanda! qualcuno nel frattempo singolarmente, dovendo rispondere non so più per quale motivo ai tribunali che amministrano per conto dello stato Italia la giustizia in Veneto, ha contestato appunto la situazione di illegalità non riconoscendo detti tribunali…e , guarda caso, la cosa è finita lì… morale: l’Italia sa che non ha diritti sul Veneto ma fa finta di niente, finchè non le viene contestata la cosa…
      Ma, siccome non possiamo pensare che siano singoli ad agire, benedetta l’azione di Plebiscito.eu che ci ha permesso di agire tutti insieme! per questo penso che una volta che avremo acclarata la validità dei risultati del nostro referendum, è finita per l’Italia nel Veneto…
      Anche sulla “Zona A” che comprende Trieste, l’Italia fa finta di niente e dopo aver ceduto col trattato di Osimo alla Jugoslavia di Tito la Zona B, con accordi bilaterali ma senza supporto del benestare delle Nazioni, ha fatto finta di niente e si è annessa la Zona A… per questo Trieste ha buon motivo di ritornare finalmente Zona libera come poteva aspettarsi dopo la seconda guerra mondiale a seguito dei trattati internazionali…
      Lo stato Italia ha sempre fatto così da quando è natao: ha ceduto o si è presa quello che gli interessava al momento, confermando esso stesso che i suoi confini sono una cosa aleatoria e non sono affatto inviolabili come ha proclamato nella costituzione che si è inventato per le necessità contingenti del suo dopo guerra mondiale e sociale.. una prova di forza di chi sapeva di aver perso ma voleva dimostrare di aver vinto… e siamo ancora qui che ne subiamo la mortificazione della verità dovuta alle ideologie dominanti e le conseguenze di una carta che è diventata un totem immutabile semplicemente per paura di non stare in piedi …
      Insomma, come già è stato richiamato nella Dichiarazione dell’Indipendenza del 21 marzo scorso, un Veneto indipendente non può che essere riconosciuto anche dall’Italia, nel segno della continuità storica della sua esistenza e del giusto riconoscimento di un popolo che per troppo tempo ha subito che fosse calpestata la sua dignità.
      Altro che impedire in piazza San Marco di sventolare il nostro vessillo!
      Con fierezza e sicurezza lo alziamo al grido: par tera par mar SAN MARCO! lo rifaremo presto, spero…

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