Zaia, e se l’Italia ti dice di no? Cosa fai? Cambi poltrona?

Nella fantomatica campagna del referendum di (millantata) autonomia del Veneto, l’ineffabile governatore del Veneto Luca Zaia non si è mai degnato di dare una risposta a una domanda agli elettori e cittadini veneti.

La domanda è: cosa fai se l’Italia ti dice di no? Cosa ti impegni a fare se, dopo il referendum del 22 ottobre, il governo, o il parlamento italiano bocceranno la richiesta di maggiori forme di autonomia regionale? Oppure se daranno una risposta chiaramente ridicola, approvando una riforma all’acqua di rose?

Cosa vi impegnate a fare caro Zaia e cara lega nord nel caso più probabile che il voto plebiscitario dei veneti che vi crederanno ancora una volta si tramuti in un nulla di fatto?

Dichiarerete unilateralmente l’indipendenza del Veneto? Darete il via a uno sciopero della fame? Farete partire una rivolta fiscale (anche se l’avete già annunciata decine di volte in passato)? Farete saltare i ponti sul Po? Abbandonerete il parlamento romano? Vi tufferete in canal grande con una pietra al collo?

Una cosa, dite una sola cosa che vi impegnate a fare di fronte agli elettori veneti se lo scenario più probabile si verificherà. Dite una cosa che sia diversa da quanto avete fatto finora, ovvero niente, a parte la caccia alle poltrone per il solo fine di occuparle e guadagnarvi lauti stipendi a ufo alla faccia dei cittadini.

La domanda nasce spontanea perché sia il governo sia il parlamento italiano sono tutto fuorché sotto controllo dei veneti, quantomeno basandosi sui numeri, dato che i parlamentari veneti sono appena l’8%. E nella sua grande maggioranza esso è composto da parlamentari che provengono da aree che godono dei proventi del residuo fiscale del Veneto e che non hanno alcun interesse a rinunciarvi.

Tale richiesta è inoltre naturale che venga fatta, se si considera l’enorme sequenza di fallimenti politici inalellati dalla lega nord, in 30 anni di cadaveri di obiettivi politici, tutti clamorosamente non centrati.

Dal federalismo, alla secessione, dalla Padania alla devolution, dal federalismo fiscale alla macro-regione non c’è un singolo risultato che la lega nord di Luca Zaia abbia portato a casa. Anzi, nel frattempo la situazione è peggiorata, con un residuo fiscale che ha raggiunto i 20 miliardi di euro all’anno e una oppressione fiscale dei cittadini e delle imprese venete che ci costringe a vivere in un autentico inferno fiscale e civile.

Ecco, caro Zaia e cara lega nord, rispondete a questa domanda.

Veneto Sì / Plebiscito.eu

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